PRIOLO SULLE LIBERALIZZAZIONI

Carlo Priolo - Avvocato sempre attento ai fenomeni sociali, politici ed economici che riguardano l'Avvocatura - interviene dalle colonne de L'Opinione, quotidiano al quale collabora con continuità, sul tema delle "liberalizzazioni".

La "liberalizzazione" della professione di Avvocato è quasi un contro senso costituendo l'Avvocatura l'ultima professione liberale. Un falso problema - tra la rappresentazione di un feticcio ed una scelta demagogica - è anche la liberalizzazione conessa alle tariffe forense.

La società - e gli uomini - hanno la memoria corta.

Sarebbe sufficiente indagare sulle ragioni che hanno consigliato l'affermazione del principio della inderogabilità dei minimi delle tariffe forensi, per rendersi facilmente edotti che si trattava di un baluardo contro lo strapotere dei potentati economici.

Così, oggi, eliminata detta inderogabilità gli unici ad avvantaggiarsene sono state le banche e le assicurazioni e altri forti realtà economiche, le quali hanno il potere di imporre il loro "tariffario" - che spesso suona offensivo per l'intera classe forense - e, addirittura, di lucrare sul lavoro dei loro difensori, stabilendo che le spese legali liquidate dal giudice a favore dell'Avvocato, vadano a loro vantaggio, anche se superano quanto da essi pagato al difensore...

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