RESOCONTO CONVEGNO ZALEUCO 3 MARZO 2013

Lunedì 4 marzo 2013 si è tenuto presso il Centro Congressi "Parco Tirreno" di Roma la giornata di Studio organizzata da ZALEUCO-GIURISTI ROMANI, al quale hanno partecipato oltre duecento professionisti, specialisti della materia.

Il tema del convegno verteva sul d.L. 22 giugno 2012, n. 83, il cd “decreto sviluppo” , D.L. 22 giugno 2012 n. 83, convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134, reca importanti novità per gli operatori e gli studiosi del diritto fallimentare.

Seguendo una tendenza europea (ma di matrice common law) vengono dettate norme per agevolare il superamento della crisi d’impresa. Qualcuno vede in tali nuove disposizioni una sorta di favor debitoris, non del tutto sconosciuto al nostro ordinamento, ma certamente in contrasto con la nostra cultura giuridica dominante.

Il convegno, senza partire da alcuna posizione preconcetta, vuole verificare se i segni di cambiamento dell’indirizzo legislativo siano effettivi e, in caso di risposta positiva, se essi siano stati colti ed accettati dalla prima applicazione giurisprudenziale delle norme in questione.

È indubbio il successo, tra le novità introdotte, del c.d. “concordato in bianco”, nelle intenzioni del legislatore, e nella sua struttura, uno strumento fortissimo a disposizione del debitore: che diventa (ridiventa?) protagonista della soluzione della sua stessa crisi. Ma ci si domanda se nella sua reale prima applicazione – al di là di una serie di problemi procedurali ed interpretativi di cui si darà conto – esso sia stato utilizzato conformemente alle sua finalità, ovvero se sia stato inteso in maniera alterata e, quindi, sfruttato come strumento difensivo unicamente per vanificare o ritardare eventuali istanze di fallimento.

Eppure le novità legislative connesse alla presentazione della domanda “di prenotazione” del concordato sono veramente di grande valenza e destinate ad avere effetti anche sui rapporti preesistenti, con la possibilità di sciogliersi dai contratti in corso particolarmente gravosi e non utili alla procedura (sul modello di quanto previsto dal Chapter 11 statunitense). Ovvero di creare una nuova impresa, in una soluzione con continuità aziendale, che nasce proprio dal sacrificio degli interessi dei creditori, subalterni rispetto alla conservazione dell’azienda.

Questi i temi trattati dagli applauditissimi Relatori, seguiti da oltre duecento professionisti partecipantti.

Ha aperto i lavori il Presidente GianPiero Paolo Cirillo. il quale, con una brillante Relazione, ha inquadrato il tema generale del Convegno, disegnando la lussuosa cornice dei successivi interventi.

La relazione d'apertura è stata tenuta da Tommaso Marvasi. Dopo un'analisi generale del Capo III del "decreto sviluppo", recante la "revisione" della Legge Fallientare, Marvasi ha tratto alcuni capi salienti individuando le linee-guida che hanno ispirato il legislatore.

Quasi come un immediato controcanto l'atteso intervento del Cons. Carlo Piccininni, relatore dell notissima sentenza n. 1521 del 23 gennaio 2013 sui limiti del giudice nell'esame del concordato preventivo, dove certi accenti liberali forse esaltati dal legislatore sono apparsi attenuati dalla necessità di un controllo di legittimità.

Di grande interesse, a conclusione della mattinata l'intervento del Prof. Giovanni Angelo Cabras sul "nuovo" concordato preventivo. Laddove quel "nuovo" stava a dinostrare che non c'erano grandi novità, ritenuto che già nel 1903 si era ipotizzata una soluzione simile a quella del c.d. "concordato in bianco".

Dopo l'apprezzata colazione di lavoro offerta dagli organizzatori, il convegno è proseguito con la dissertazione del prof. Franco Silvano Toni di Cigoli, il quale, inquadrando l'istituto del concordatonel mercato sovranazionale, non soltanto europeo, ha dato una dimensione internazionale ai lavori, ricordando come  nel mercato globale non via sia soluzione che possa essere solamente domestica.

Con gli interventi del Prof. Massimo Fabiani e del Cons. Aldo Ruggiero sono stati affrontati specifici temi pratici, derivanti dall'effettiva presentazione del concordato.  "Gli effetti del concordato sui rapporti preesistenti" è stato il tema della reazione di Fabiani, mentre il Cons. Ruggiero ha illustrato le complesse possibilità di nuova finanza: "prestiti ponte, prestiti autorizzati, finanziamenti in esecuzione del piano, prestiti dei soci e finanziamenti autorizzati dal Tribunale".

Ha concluso una interessante relazione del Prof. Dante Grossi sulla modifica apportata dal "Decreto Sviluppo" : che prevede la chiusura del fallimento in un tempo di sei anni, con conseguente applicazione della "Legge Pinto" per il ritardo.

Cliccando i file qui associati il materiale del convegno già a nostra disposizione e il testo completo della Relazione di Dante Grossi su La durata ragionevole dei fallimenti.